domenica 4 luglio 2010

La Grande Miniera di Serbariu



Ieri sono andato a visitare la Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia.
Per quasi tre decenni è stato uno dei più importanti impianti d'Italia. Dopo la chiusura e un lungo periodo di abbandono è stato recuperato e riaperto al pubblico nel 2006. Adiacente alla miniera (ricavato nella vecchia lampisteria), si trova il Museo del Carbone, ricco di documenti, oggetti e testimonianze multimediali.
Il complesso costituisce uno dei più significativi siti di archeologia industriale d'Europa ed è un peccato che sia poco conosciuto, non solo ai tanti turisti che affollano le spiagge, ma anche a moltissimi Sardi.
Trovarla è facile: basta seguire le indicazioni per Carbonia e poi i cartelli marroni che indicano il sito (a differenza di altri casi, qui la segnaletica è accurata, e porta fino a destinazione).
La visita costa 6 euro (4 per i bambini) e li vale tutti.  La guida (una ragazza preparatissima) ci ha prima condotto alla sala argani, dove un grosso motore elettrico azionava (tramite un riduttore) due argani che rispettivamente avvolgevano e svolgevano i cavi che portavano le "gabbie" giù a 300 metri nel pozzo.
Poi c'è stata la discesa nella miniera. O meglio, in una sua ricostruzione all'interno di una galleria di servizio (a 5-6 metri sotto terra), dato che la miniera originaria è oggi totalmente allagata. Si tratta però di una ricostruzione accurata e fedele, con oggetti e macchinari autentici e arricchita da vari effetti sonori. Mostra l'evoluzione delle tecniche di scavo tra il 1939 e il 1964, anno in cui la miniera ha cessato le attività.
Per la visita vengono fatti indossare dei caschi da minatore, che si rivelano molto utili nei passaggi bassi, dove è molto facile sbattere la testa. Anche se fuori c'erano oltre 30 gradi, giù faceva fresco come se ci fosse stata l'aria condizionata. Un piacere!
Non altrettanto piacevole doveva essere per chi lavorava nelle vere gallerie: umidità, caldo (35-38 gradi), rumore, buio, polvere di carbone che veniva respirata, continui rischi di esplosioni e di crolli.
Un pezzo di storia della Sardegna e della nascita della classe operaia. Decisamente da visitare!

Riferimenti:

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