lunedì 26 luglio 2010

web TV e decreto Romani

La disponibilità di frequenze libere e la necessità di considerevoili investimenti sono stati da sempre il principale ostacolo alla creazione di nuovi canali televisivi.



Internet ha aperto nuovi scenari, rendendo possibile la nascita di tante web TV, anche minuscole, spesso alimentate dai contenuti prodotti dagli utenti stessi.



Oggi che la banda non è più un problema, la competizione si è spostata sulla risorsa più scarsa: il tempo delle persone. Il tempo che le persone trascorrono online cresce infatti a scapito dei media tradizionali, come la TV (vedi Internet Trends 2010 by Morgan Stanley Research).



È quindi naturale che, sempre più spesso, si tenti di introdurre dei vincoli alla distribuzione di contenuti audiovisivi sul web, a tutto vantaggio dei grandi network televisivi.




 * * *





In Italia, a seguito del decreto Romani, le web TV e i siti che offrono contenuti audiovisivi dovranno avere una preventiva autorizzazione dall'AGCOM, che ha già predisposto gli appositi schemi dei regolamenti:


Il costo annuo per tale autorizzazione sarà pari a 3000 Euro, oltre ai costi derivanti dai notevoli adempimenti burocratici.





Il decreto sarà un freno verso la libertà di impresa, verso i giovani creativi, verso i produttori indipendenti di contenuti, verso i talenti emergenti. Sarà un freno alla naturale evoluzione verso un società basata sulla creatività e sulla conoscenza.



C'è solo da sperare che il buonsenso prevalga e il decreto, nella sua attuale formulazione, non venga approvato.

Nessun commento:

Posta un commento