martedì 19 ottobre 2010

Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia

Sono stato a Firenze innumerevoli volte, ma solo recentemente ho avuto occasione di visitare questo splendido museo. Si trova in Piazza Santa Maria Novella, a un paio di minuti dalla stazione ferroviaria.

Il biglietto (9 euro) comprende la visita alla mostra temporanea che si tiene nella prima grande sala. Orientativamente, nell'arco di un anno si tengono 5 mostre temporanee, tutte di altissimo livello.

Segue poi un percorso espositivo storico, articolato su tre sale.

La prima sala (le origini della fotografia, 1839-1860), raccoglie numerose fotografie d'epoca realizzate con le antiche tecniche fotografiche: dagherrotipi, calotipi, stampe al sale, ambrotipi, ecc.. Si tratta di immagini importantissime dal punto di vista storico, ma anche notevoli sul lato artistico. Non mancano alcuni interessanti esempi di immagini stereoscopiche, da vedere attraverso degli appositi visori.

Le altre due sale (l'età d'oro della fotografia, 1860-1920, e l'avvento delle avanguardie, 1920-2000) espongono opere dei più famosi fotografi del mondo. Di ciascuno è presente un'opera significativa, in stampa rigorosamente originale. È forse la parte più bella del museo, da gustare con calma.

Non ci sono proprio tutti gli autori, è vero. Ma sono presenti in tantissimi. Solo per citarne alcuni:  Vittorio Sella (bellissima e ricchissima di tonalità la sua foto dell'Himalaia del 1909), Julia Margaret Cameron, Muybridge, Peter Henry Emerson, Atget, il barone Von Gloeden, Guido Rey, Emile Puyo, August Sander, Alfred Stieglitz, Henri Cartier-Bresson, Man Ray, Margaret Bourke-White, Alvarez Bravo, Robert Capa, Ansel Adams, Dorothea Lange, Robert Frank, William Klein, René Burri, Gianni Berengo Gardin, Elliott Erwitt, Don McCullin, Diane Arbus, Bruce Davidson, Brassai, Ugo Mulas, Mario Giacomelli, Folco Quilici, Basilico, Salgado, ecc.

La disposizione delle sale può indurre il visitatore ad alterarne la logica sequenza temporale. È quindi consigliabile, dopo aver visitato la mostra temporanea, cercare subito la sala 1 (in fondo al museo) per poi vedere di seguito le altre.

L'illuminazione è piuttosto contenuta e si fa una certa fatica a gustare appieno la bellezza di alcune immagini. Ma si tratta di una scelta obbligata. Una luce più forte rischierebbe infatti di alterare nel tempo delle opere di grandissimo valore storico e artistico.

Completa il percorso museale una sala dedicata alle immagini in trasparenza (negativi, lastre e diapositive) e, al primo piano, una raccolta di apparecchi fotografici (bellissimi quelli in legno), album, documenti, oggetti vari.

C'è anche un bookshop, discretamente fornito. Vale decisamente la pena acquistare il catalogo del museo, ricco di immagini e di testi. È già di per se un buon libro di storia della fotografia.

Riferimenti:
  • sito web del Museo Nazionale Alinari della Fotografia

Nessun commento:

Posta un commento