mercoledì 3 novembre 2010

Il test dei film b/n

Il test dei film si fa per ottenere dei negativi conformi ad uno standard qualitativo prefissato. Il test del film è un presupposto per la corretta applicazione del sistema zonale.

Il test consiste nel determinare l'indice di esposizione del film e il suo tempo di sviluppo attraverso degli scatti di prova eseguiti in condizioni controllate e ripetibili.
  • L'indice di esposizione deve essere tale da posizionare correttamente la dinamica della scena rispetto alla dinamica di esposizione del film.
  • Il tempo di sviluppo va dosato in modo da produrre una curva caratteristica con un contrasto tale che la dinamica di densità del film corrisponda alla dinamica di sensibilità della carta da stampa.
    Vari autori propongono procedure di test basate su una serie di esposizioni effettuate o con la fotocamera [1, 2, 4, 5] o esponendo a contatto delle strisce di test (step tablet) [3, 4].
    Alcune di queste procedure si avvalgono di misure effettuate mediante un densitometro [1,4] o mediante uno spotmeter temporaneamente adattato a operare come densitometro [3]. Altre si avvalgono, anzichè di una misura, di una valutazione soggettiva di una stampa di test [2, 5].

    Personalmente utilizzo un test basato su una procedura derivata da quella proposta da Ansel Adams [1] e basata sulla ricostruzione per punti della curva caratteristica. Ho tuttavia preferito utilizzare una dinamica compresa tra le zone I.5 e VIII.5, come suggerito da Lambrecht e Woodhouse [4], anzichè tra le zone I e VIII.

    Occorrente
    • fotocamera
    • esposimetro spot
    • treppiede
    • cartoncino (non colorato, ad esempio bianco o grigio)
    • densitometro
    Il densitometro è un oggetto costoso. In mancanza di esso è possibile misurare le densità del film mediante l'esposimetro spot, anteponendo ad esso una lente addizionale (o un obiettivo rovesciato) in modo che possa mettere a fuoco a pochi cm, come illustrato da Phil Davis [3]. Io ho scelto un'altra soluzione: utilizzo  in modalità densitometro un esposimetro da stampa (Analyser Pro della RH Designs [6]).

    Procedura
    Il test va eseguito di giorno, in luce diurna. Si può eseguire anche in un interno purchè sia bene illuminato da una finestra. È essenziale che il livello di illuminazione rimanga costante per tutto il test (in un interno questo si può ottenere aprendo o chiudendo leggermente le tende o una finestra).
    1. Posizionare il cartoncino in posizione verticale, in modo tale che sia uniformemente illuminato dalla luce diurna. Verificare che non ci siano riflessi sul cartoncino. L'uniformità dell'illuminazione è facilmente verificabile mediante l'esposimetro spot.
    2. Montare la camera sul treppiede, di fronte al cartoncino, evitando che proietti ombre su di esso. Inquadrare il cartoncino, lasciandolo leggermente sfocato, in modo che risulti al centro del fotogramma. Usando una focale normale e un cartoncino di 13x18cm la distanza della fotocamera dovrebbe essere circa 150 cm.
    3. Impostare sull'esposimetro un indice di esposizione pari alla sensibilità ISO del film (o anche leggermente diversa) e misurare l'esposizione puntando l'esposimetro spot verso il cartoncino. Poichè l'esposimetro spot consente di determinare l'esposizione con una granularità di 1/3 di stop, può accadere che sulla fotocamera non sia possibile impostare una coppia tempo-diaframma che corrisponda esattamente all'esposizione voluta, a meno di un errore (1/2 stop, 1/3 stop, o 1/6 qualora fosse possibile impostare le mezze aperture). In tal caso è preferibile impostare sull'esposimetro una sensibilità leggermente diversa, tale che l'esposizione richiesta possa essere impostata con esattezza sulla fotocamera. Prendere nota dell'indice di esposizione impostato.
    4. Fare le seguenti esposizioni di prova:
      • zona V (usare l'esposizione misurata)
      • zona I (sottoesporre di 4 stop)
      • zona II (sottoesporre di 3 stop)
      • zona VIII (sovraesporre di 3 stop)
      • zona IX (sovraesporre di 4 stop)
    5. Se la camera lo consente, fare ulteriori esposizioni intermedie nelle zone 0.5, I.5, II.5, VII.5,VIII.5, IX.5 (per le prime tre sottoesporre rispettivamente di 4.5, 3.5, 2.5 stop, per le ultime due sovraesporre di 3.5 e 4.5 stop).  Al massimo occorrono 11 scatti di prova, da fare tutti sullo stesso rullo. Misurare frequentemente l'illuminazione del cartoncino e verificare che non sia cambiata. Prendere nota delle esposizioni effettuate.
    6. Sviluppare il film nel rivelatore prescelto, a 20 gradi, agitando il primo minuto e poi 10" all'inizio di ogni minuto. Usare sviluppo fresco. Poi fissare, lavare e asciugare. Prendere nota delle condizioni di sviluppo.
    7. Mettere il negativo nell'ingranditore e misurare con il densitometro la densità, relativa alla base del film, dell'area del negativo raffigurante il cartoncino presente al centro degli 11 fotogrammi (la base del film è facilmente misurabile su una parte non esposta del film).
    8. Riportare su un grafico i valori misurati, mettendo le densità relative (in log unit) sulle ordinate e le zone sulle ascisse.
    9. Ricostruire a matita la curva caratteristica che passa per i punti tracciati. Si può a tale scopo utilizzare il template predisposto da Ralph Lambrecht e Chris Woodhouse [4] [7, in cui l'asse delle ascisse è già suddiviso in intervalli di 1/3 di stop (ovvero di zona).
    10. Identificare il punto della curva corrispondente ad una densità pari a 0.17 (speed point). 
    11. Calcolare la differenza tra l'ascissa corrispondente alla zona I.5 e l'ascissa dello speed point e approssimarla a 1/3 di stop. Il valore così ottenuto indica la correzione da apportare all'indice di esposizione precedentemente utilizzato (ad es. se è positivo si dovrà impostare un indice di esposizione maggiore). Nella pratica, si dovrà moltiplicare l'indice di esposizione per 2^(differenza tra zona I.5 e zona dello speed point, approssimata a 1/3 stop).
    12. Traslare a questo punto l'asse delle ascisse in modo che lo speed point corrisponda alla zona I.5. 
    13. Verificare quanto vale la densità in corrispondenza della zona VIII.5 (sul nuovo asse delle ascisse traslato). Se è superiore a 1,37 occorre diminuire il tempo di sviluppo, se è inferiore occorre aumentarlo.
    14. Ripetere il test utilizzando l'indice di esposizione precedentemente determinato e un nuovo tempo di sviluppo e tracciare la nuova curva approssimata. Il test si può effettuare limitandosi a 2 o 3 punti, magari approfittandone per terminare un rullo.
    15. Ripetere i passi 12 e 13 finchè non si ottiene una densità pari a 1,37.
    È essenziale prendere appunti, annotando la sequenza di fotogrammi con i dati di esposizione e le relative misure delle densità.

    Riporterò in ulteriori post i risultati dei test effettuati.

    23/4/2011 - Aggiornamento importante - Ho scritto un programmino per ricavare per approssimazione la curva caratteristica e determinare in modo automatico l'ISO effettivo e il gradiente medio di contrasto.

    Bibliografia
    1. Ansel Adams - The Negative - Litthe, Brown and Company
    2. Chris Johnson - The Practical Zone System - Focal Press
    3. Phil Davis - Beyond the Zone System (4th edition) - Focal Press
    4. Ralph W. Lambrecht and Chris Woodhouse - Way Beyond Monochrome - Fountain Press
    5. Steve Simmons - Using the view camera - Amphoto
    6. RH Designs, Analyser Pro Users Manual, http://www.rhdesigns.co.uk/darkroom/Analyser_Pro_UM_v64.pdf
    7. Ralph W. Lambrecht and Chris Woodhouse - Tables and Templates (from Way Beyond Monochrome) - http://www.waybeyondmonochrome.com/WBM2/Library_files/TemplatesEd2.pdf 

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