martedì 9 novembre 2010

Zero Image 25b

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Le pinhole camera, come è noto, utilizzano un forellino (pinhole) al posto dell'obiettivo. Sono caratterizzate da una profondità di campo molto estesa: da pochi centimetri all'infinito. Per contro, producono immagini decisamente meno definite rispetto a una fotocamera tradizionale. Le immagini presentano inoltre una forte vignettatura, tipica delle pinhole.

La Zero Image 25b è una pinhole camera costruita da Zurnike Au a Hong Kong. È interamente in legno e ottone, utilizza pellicola piana 4x5" (10x12cm) ed ha una focale estremamente corta (25mm), che equivale ad un 8mm su una reflex 35mm. Produce immagini ultra-grandangolari, basate su una pura proiezione prospettica e pertanto non affette da alcuna curvatura di campo.

Non avendo obiettivo, non si deve regolare la messa fuoco, ne' il diaframma (che è  fisso su un'apertura f138). L'unica cosa da impostare è il tempo di esposizione, che con un film da 100 ISO può richiedere alcuni secondi (in una normale giornata di sole), o diversi minuti (all'ombra), o diverse ore (in interno, complice anche il difetto di reciprocità del film). Inutile dire che il treppiede è indispensabile. L'otturatore è una levetta in legno, la si ruota all'inizio dell'esposizione, si avvia il cronometro, e la si rimette a posto una volta che è trascorso il tempo necessario.

Non avendo mirino, non è facile posizionare la camera per inquadrare esattamente ciò che si vuole. Può essere d'aiuto una livella a bolla, ma all'inizio si tende ad allontanare la camera dal soggetto molto più del necessario. Considerando l'ampio angolo di ripresa c'è il rischio di includere nella scena l'ombra della camera e del treppiede, o addirittura le gambe di esso.

Utilizzando pellicola grande formato, occorre familiarizzare con i caricatori (film holder), imparare a riconoscere al buio la parte sensibile del film, togliere il volet prima dell'esposizione e rimetterlo subito dopo (rispettando la convenzione: lato marcato in bianco = film da esporre, lato marcato in nero = film esposto o caricatore vuoto).

Occorre anche a imparare a sviluppare la pellicola piana. Io uso la bacinella, ovviamente al buio totale. Per controllare il tempo di sviluppo, uso il mio contaminuti fosforescente da camera oscura. Un'alternativa può essere una traccia audio preregistrata, con avvisi vocali ogni mezzo minuto.

Un problema non indifferente è causato dalla gamma tonale della scena, di solito molto estesa a causa sia dell'ampio angolo di ripresa che della vignettatura. Tale gamma tonale va gestita riducendo il contrasto del film in fase di sviluppo. Il difetto di reciprocità non gioca a favore, in quanto causa un aumento del contrasto. Di norma imposto un ISO più basso di 2/3 o 1 stop e riduco il tempo di sviluppo di un buon 30%.  Un giorno farò delle prove più precise.

La Zero Image costa un centinaio di dollari, se presa direttamente a Hong Kong (ma ci sono i dazi di importazione), oppure un centinaio di sterline in UK (es. da Silverprint). Non molto, per un oggetto che offre molte possibilità creative.

Qui ci sono alcune immagini che ho scattato con questa camera.

Riferimenti:
  • il sito ufficiale di Zero Image
  • il sito di Scott Speck, un maestro della Zero Image
  • Pinhole Photography, un libro di Eric Renner

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