mercoledì 10 agosto 2011

la temperatura della camera oscura -

Non posso dire che non ero stato avvertito. Un famoso articolo [1] della Kodak (peraltro anche relativamente recente) mi faceva giustamente notare che:

"An attic is another location that is usually not satisfactory
for use as a darkroom. Unless it is well insulated, an attic is
likely to be too hot in the summer and too cold in the winter."


Ma non avevo altra scelta, quello ero l'unico spazio disponibile per ricavare una piccola camera oscura.
Sapevo che avrei dovuto affrontare il problema della temperatura ed ecco come mi sono attrezzato.

Inverno
D'inverno la mia camera oscura si mantiene ad una temperatura generalmente compresa tra i 6 e i 15 gradi, a seconda dell'ora e di quanto sia fredda la giornata.

Una calorifero elettrico da 600 W (del tipo a bagno d'olio) ha risolto il problema. Il costo e la complessità di installazione di una pompa di calore, sebbene più efficiente, non sarebbe stato giustificato, considerando le dimensioni ridotte del locale e lo sporadico utilizzo che ne faccio.



Lo accendo mezz'ora prima di iniziare la sessione di camera oscura. In questo modo riesco a lavorare ad una temperatura più che accettabile.

Ho inoltre la possibilità di portare a temperatura i bagni di trattamento appoggiando bottiglie e caraffe direttamente sul calorifero.



Estate
In estate le cose si complicano. Fa caldo e la camera oscura può arrivare a 35-36 gradi.

Mi sono procurato un condizionatore economico su ruote (130 euro fatto in Cina, speriamo bene...). Riesce (a fatica) a portare la temperatura ambiente a circa 26 gradi e, soprattutto, ad abbassare il livello di umidità.



Purtoppo fa sentire la sua ingombrante presenza: fa rumore, sfiata l'aria calda all'esterno attraverso un enorme tubo che ho dovuto coibentare, interrompe la continuità del lungo piano di lavoro a cui è accostato per motivi di spazio, produce un getto di aria fredda che se non provvedo a deviare mi arriva dritto sullo stomaco.

Ma è pur sempre una soluzione che mi permette, anche in piena estate, di sviluppare qualche rullo o fare i provini a contatto. Per le stampe preferisco aspettare l'autunno.

Per quanto riguarda la temperatura dei bagni di trattamento mi limito ad intervenire su quella dello sviluppo dei film, portando la soluzione di lavoro intorno ai 20 gradi mediante un bagnomaria in acqua fredda in cui ho preventivamente immerso un accumulatore di freddo.

Autunno e primavera
Sono le stagioni ideali per le sessioni di camera oscura, in particolare per la stampa. La temperatura ambiente è quasi sempre accettabile, al massimo ci può essere la necessità di portare a temperatura i bagni di trattamento con uno dei metodi descritti prima.

Altri accorgimenti utili
  • In estate non lascio a lungo carta e prodotti chimici in camera oscura, per evitare che le alte temperature ne accelerino l'invecchiamento.
  • Ho due ventole che immettono aria filtrata prelevandola rispettivamente dall'esterno e dal resto dall'abitazione. Accendendone una sola posso immettere aria dall'ambiente più fresco (o più caldo, a seconda dei casi). Attraverso l'altra ventola, lasciata spenta, avviene la fuoriuscita dell'aria.

Riferimenti:
  1. Kodak Technical Note - Darkroom Design for Amateur Photographers - March 2005 - http://www.kodak.com/global/en/professional/support/techPubs/ak3/ak3.pdf

1 commento:

  1. Aggiornamento (Agosto 2012) :
    Ho notato che, posizionando il condizionatore all'interno della camera oscura, si crea una forte pressione negativa, solo in parte compensata dall'afflusso di aria esterna attraverso una presa d'aria. Ho pertanto spostato il condizionatore in un disimpegno adiacente alla camera oscura, praticando un foro nella parete in cartongesso attraverso cui viene inviata l'aria fresca.

    I primi testi sono molto promettenti: poco rumore, nessun ingombro, migliore efficenza in quanto lo sfiato di aria calda non passa per la camera oscura, anche se dovrò probabilmente intercettare il flusso di aria fresca con un filtro antipolvere.

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