sabato 28 gennaio 2012

il ritocco delle stampe -


Non li ho mai sopportati i puntini bianchi sulle stampe.

Anche se usavo un portanegativi senza vetri e pulivo accuratamente il film, alla fine di una sessione in camera oscura, qualche maledetto puntino bianco c'era sempre. O, peggio ancora, qualche peluzzo. Li camuffavo maldestramente con una matita appuntita.

Poi però, dopo aver letto "An Autobiography" di Ansel Adams, ho capito che si trattava di un problema comune, che affliggeva tutti (anche i grandi maestri) e per il quale esisteva una soluzione.

E così ho smesso di arrabbiarmi, e ho imparato a ritoccare le stampe.

È un'operazione abbastanza facile, almeno finchè si tratta di nascondere degli artefatti bianchi.

Ecco cosa serve:
  • inchiostro da ritocco: io uso "Marshall's Spot-All", una confezione dura una vita e contiene tre boccette con contagocce, ciascuna con una tonalità diversa (neutro, seppia, blu) in modo da consentire il ritocco di stampe virate;
  • pennellini da artista: uso quasi esclusivamente lo 0000;
  • tavolozza per acquerelli
  • contaqgocce
  • lente da ingrandimento (grande)
  • un bicchiere d'acqua
  • contagocce
  • guanti in cotone
  • tovagliolini bianchi
  • carta assorbente
  • una potente lampada da tavolo
  • una buona dose di pazienza.


Non sto a descrivere i dettagli di come si ritocca una stampa. È stato già scritto tutto in modo più che eccellente da Ralph Lambrecht e Chris Woodhouse nel libro "Way Beyond Monochrome". Il capitolo in questione ("Print Spotting") è peraltro consultabile gratuitamente online.

Mi limito a elencare alcuni consigli basati sulla personale esperienza:
  1. un ingranditore a luce diffusa riduce enormemente il problema della polvere e dei graffi;
  2. le stampe su carta baritata vanno prima appiattite, solo dopo si può procedere al ritocco;
  3. una luce da tavolo diretta aiuta a far "atterrare" esattamente il pennello nel punto voluto (basta osservare la posizione della sua ombra);
  4. mai usare un pennello troppo bagnato;
  5. usare sempre una tonalità di grigio più chiara di quello che si vuole ottenere e procedere per passate successive (a scurire si è sempre in tempo, schiarire invece non è possibile)
  6. aspettare che il ritocco sia asciutto prima di procedere con una nuova passata.
  7. alla fine della sessione di ritocco si può riporre la tavolozza senza lavarla: anche se l'inchiostro asciugherà, basterà una goccia d'acqua per poterlo riutilizzare.
Riferimenti:
  • Ansel Adams, The Print, Little Brown and Company, pp. 157-161
  • Ralph Lambrecht and Chris Woodhouse, Way Beyond Monochrome 2nd Edition, Focal Press, pp. 76-80
  • Ansel Adams, An Autobiography, Little Brown and Company

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