lunedì 27 febbraio 2012

L'area archeologica di Santa Cristina a Paulilatino -

Oggi sono andato a visitare l'area archeologica di Santa Cristina (quante volte ci ero passato davanti, senza mai avere il tempo di fermarmi). È situata nel comune di Paulilatino, nel Montiferru (Sardegna centro-occidentale).
Arrivarci è facile, si trova infatti accanto alla SS131. L'uscita, ben segnalata, è al km 114.

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Il luogo prende il nome dalla chiesetta campestre di Santa Cristina, costruita verso il 1200 dai monaci Camaldolesi, attorno alla quale sorge un villaggio di cumbessias, piccole casette originariamente costruite per i pellegrini, che vengono oggi abitate prevalentemente in occasione delle due feste annuali che si tengono a maggio e a ottobre.

Ma il pezzo forte del sito è costituito dal pozzo sacro, una struttura sotterranea comprendente una scala in pietra che giunge, ad alcuni metri di profondita, alla base di una tholos, presso la quale sgorga dell'acqua sorgiva.




L'insieme ha un'armonia ed una bellezza uniche. Può sembrare strano che una struttura di tali proporzioni risalga al periodo tardo nuragico (~1000 a.C.). Si tende infatti ad associare la civiltà nuragica a tecniche e forme espressive meno raffinate.

Facendo attenzione, si può scendere fino alla base della scalinata per ammirare dall'interno la tholos. Poco distante, sorge quello che rimane del villaggio Santuario, tra cui un'interessante Capanna delle Riunioni.

Ma la visita riserva altro. Rientrando verso la chiesa e spostandosi sul lato opposto si giunge, dopo pochi minuti di cammino in mezzo a un bosco di olivastri, al piccolo nuraghe di Santa Cristina, molto ben conservato. È possibile visitarne la sala interna, con le varie nicchie (tra cui quella della sentinella, subito a destra dell'ingresso).

È consigliabile andare fino in fondo al nuraghe e volgersi a guardare l'ingresso, per rendersi conto della maestosità delle pietre ben lavorate che costituiscono la struttura. Una scala consente infine di arrivare alla sommità.





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Occorrono almeno un paio d'ore per la visita dell'intero sito, ma se non si ha fretta vale la pena trattenersi almeno una mezza giornata. È un luogo magico.

Il biglietto (5 euro, da' accesso anche al museo etnografico Palazzo Atzori, a Paulilatino) comprende la visita guidata, ma si è comunque liberi di continuare a visitare il luogo da soli. All'ingresso dell'area c'è un bar, una piccola libreria, un ristorante e una sala congressi. I gestori sono molto gentili e ben disposti a fornire preziose indicazioni sulla storia e la cultura del luogo.

Riferimenti

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