sabato 18 agosto 2012

Hasselblad 503cx


La Hasselblad è probabilmente la fotocamera medio formato a sistema più famosa al mondo. Il costo è elevato, ma oggi - nell'era del digitale - la si può trovare usata ad un prezzo abbordabile.

Una fotocamera a sistema è composta da diverse componenti intercambiabili, in modo da consentire una personalizzazione dell'apparecchio.
Nel caso della Hasselblad, tali componenti sono: il corpo, il mirino, lo schermo di messa a fuoco, il magazzino e l'ottica.

La Hasselblad è una reflex medio formato a singola ottica che produce immagini di circa 6x6 cm su negativo 120.
Il film è alloggiato in un magazzino, quindi sostituendo quest'ultimo è possibile passare ad un diverso tipo di film.
Un "volet" metallico (dark slide) protegge il film dalla luce quando si cambia il magazzino. Esiste, anche se molto caro, un back digitale che trasforma una vecchia Hasselblad in una medio formato digitale.


A differenza delle reflex 35mm, la Hasselblad è priva del classico otturatore a tendina.
La dimensione delle tendine sarebbe tale da limitare, a causa dell'eccessiva inerzia, la velocità massima delle stesse e quindi i tempi di esposizione più rapidi raggiungibili.
L'otturatore è pertanto di tipo centrale, incorporato in ciascun obiettivo. Ciò comporta da un lato il vantaggio di avere il sincro flash su tutti i tempi, dall'altro un maggior costo delle ottiche e la necessità di qualche accortezza nella procedura di sostituzione delle stesse.

Il corpo è molto semplice: un cubo nero con l'attacco per l'ottica, un vetro smerigliato, uno specchio e l'attacco per il magazzino.


Due sportellini oscuraranti fanno in modo che la luce non colpisca il film, ad esempio quando si sostituisce un'ottica e il volet è stato rimosso.


In condizioni normali, l'otturatore è aperto e la scena ripresa dall' obiettivo viene riflessa dallo specchio e riprodotta sul vetro smerigliato. Al momento dello scatto accadono diverse cose:
  1. lo specchio si solleva;
  2. l'otturatore si chiude;
  3. il diaframma si chiude sull'apertura preimpostata;
  4. si aprono gli sportellini oscuranti;
  5. si apre l'otturatore per il tempo preimpostato;
  6. si richiude l'otturatore;
  7. si richiudonogli sportellini oscuranti;
  8. si riapre il diaframma.
Lo specchio, invece, rimane sollevato. Si riabbassa solo ruotando il manettino di riavvolgimento situato a destra del corpo. La rotazione del manettino provoca inoltre l'avanzamento del film e la ricarica dell'otturaratore.

Se non si è tolto il volet dal magazzino, non è possibile scattare. Se il volet non è stato reinserito, non è possibile estrarre il magazzino.

Occorre fare attenzione a non inserire un obiettivo il cui otturatore è scarico in un corpo già caricato, e viceversa. In pratica, se si scatta a vuoto senza obiettivo occorre ricaricare il corpo prima di reinserire l'obiettivo, pena il possibile inceppamento dell'intero sistema, da cui è possibile uscire con una procedura particolare.

Di mirini ne esistono diversi. Quello standard è a pozzetto e consente una visione dell'immagine sul vetro smerigliato abbastanza riparata dalla luce. Una lente fornisce una visione più dettagliata dell'immagine, utilissima per la messa a fuoco.


Le ottiche sono di qualità elevatissima. Qualche perplessità sorge nell'uso a mano libera, a causa delle inevitabili vibrazioni trasmesse dal sollevamente dello specchio. Non ho ancora fatto dei test sull'effetto delle vibrazioni, pertanto preferisco utilizzarla su cavalletto, cosa che mi permette peraltro di scegliere con tutta calma la composizione.

Un pulsante consente di pre-sollevare lo specchio, eliminando del tutto il rischio di vibrazioni.

Consiglio, nel caso di uso su cavalletto, di eliminare una volta per tutte la tracolla, in quanto risulta di solo ingombro e di nessuna utilità.

L'obiettivo normale, fornito in dotazione con il kit, è un Planar 80mm f2.8, con tempi di esposizione che arrivano fino a 1/500 sec. È un ottica favolosa, costruita in Germania e targata Carl Zeiss. Inutile dire altro.

I filtri, a baionetta, non sono facilissimi da trovare e costano cari. Meglio dotarsi allora di un bell'anellino adattatore B60 -> 67mm e utilizzare normalissimi filtri da avvitare.

Lo scatto è decisamente rumoroso, ma in fondo non è certamente una camera nata per la street photography.

La Hasselblad era molto utilizzata in ambito professionale per riprese in studio, matrimoni, ritratti. Oggi che il digitale l'ha soppiantata in molti campi applicativi, rimane un'ottima macchina da landscape photography, almeno in tutti quei casi in cui si riesce a portarsi dietro il peso.

Facendo due conti, un'attrezzatura con 3 ottiche (40, 80, 150), un corpo, esposimetro spot e tre magazzini arriva a pesare la bellezza di 5 chili, a cui occorre aggiungere filtri, film e zaino/borsa oltre ovviamente al treppiede.
Un'attrezzatura grande formato non fa poi così tanta differenza in termini di peso!


er una passeggiata di un paio d'ore va più che bene, ma per un'escursione più impegnativa può essere più adatta una vecchia biottica, peraltro utilizzabile tranquillamente anche senza treppiede.

* * *

Fabbricata in Svezia tra il 1986 e il 1993, la 503cx fa parte della serie System V, nata negli anni '60 con la mitica 500C e tuttora presente con la 503cwd.
La si può trovare oggi usata, con garanzia, a circa 600-700 euro, ossia una frazione di ciò che costava, nuova, circa 20 anni fa.

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