domenica 22 settembre 2013

Kodak Six-20 'Brownie' D

Ho trovato la mia Brownie su ebay, in buono stato, per poco più di 10 euro. 

Maneggiarla è come avere in mano un pezzo di storia. Chissà quanti ricordi di famiglia ha catturato quando ancora veniva usata.  Sicuramente un giorno ci metterò un rullino e la farò tornare in vita.

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La Kodak Brownie è una famiglia di fotocamere entry-level concepite per avvicinare il maggior numero possibile di persone alla fotografia.

Il precursore della Brownie era stato lanciato sul mercato nel 1888, a seguito dell'invenzione (1881) dei film in rullo. Lo slogan pubblicitario utilizzato da Kodak individuava chiaramente il target di utenti a cui la macchina era rivolta: "You press the button, we do the rest".  Veniva venduta a 25$ con un rullo precaricato. Con 10$ il rullo veniva sviluppato e stampato e la macchina era restituita caricata con un nuovo rullo. Non era ancora alla portata di tutti, ma una nuova epoca era iniziata.

La prima a chiamarsi Brownie fu una box camera introdotta nel 1900 e messa in vendita al prezzo imposto di 1$. Ad essa seguirono, in un arco di oltre mezzo secolo, quasi 200 modelli diversi, gli ultimi dei quali in bakelite.

Nel 1930 Kodak regalò 500.000 Brownie ai giovani che compivano i 12 anni in quell'anno. La pubblicità recitava:

Mothers - this Camera FREE to any Child Born in 1918 !
Go to a Kodak dealer and accept one ... complete with Roll of Kodak Film, FREE !

[Rose B. et al., The History of 20th Century Camera, in "Peres M.R., The Focal Encyclopedia of Photography,. 4th edition, Focal Press, page 776]

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La Six-20 'Brownie' D è stata prodotta nel Regno Unito tra il 1946 e il 1957. Nuova costava 10$ di allora.

È una box camera, con la classica forma di parallelepipedo, e  utilizza film in formato 620, oggi introvabile.

Un rullo 620 monta esattamente lo stesso film dei rulli 120, ma avvolto su un rocchetto più piccolo. È possibile preparare da se un rullo 620. La procedura (la cui descrizione si trova facilmente in rete) consiste nel trasferire (al buio) il film 120 su un rocchetto 620.  I rocchetti 620 usati li vendono su ebay, ma può essere più conveniente l'acquisto di un'altra Brownie 620 al solo scopo di recuperarne il rocchetto!



La macchinetta è di una semplicità abissale. Un solo tempo di esposizione (1/50s), un solo diaframma (f11), obiettivo mono-lente con focale di 100mm. L'unica regolazione di messa a fuoco è costituita da una levetta che interpone un'ulteriore lente per riprese a distanza ravvicinata (3-6 piedi, ossia 1-1,8 metri). Senza tale lente la macchina fornisce riprese sufficientemente a fuoco di soggetti distanti 3 metri e oltre.

C'è anche la posa B, anche se la macchina non ha l'attacco per il treppiede.



L'inquadratura avviene attraverso uno dei due mirini a specchio (uno per foto 'portrait',  l'altro per foto 'landscape'), tenendo la macchina all'altezza dello stomaco. 

La Brownie D è in grado di produrre 8 esposizioni 6x9cm su un unico rullo. Una finestrella sul retro permette di vedere il numero del fotogramma. 

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Nel XXI secolo una Brownie è ancora perfettamente usabile, vuoi per semplice curiosità, vuoi per scatti creativi ispirati alla corrente della Lomography. Da questo punto di vista, l'assenza di qualsiasi blocco che impedisca le multitple esposizioni è più un asset che un difetto.

In base alla Sunny 16 rule, la macchinetta dovrebbe produrre esposizioni abbastanza corrette in condizioni di cielo coperto, utilizzando film da 100 ISO.  Se si lavora in bianco e nero nulla impedisce di tenere appoggiato sull'obiettivo il filtro rosso di una reflex. In tal caso sarebbe più opportuno l'utilizzo di un film da 400 ISO.

Tra gli accessori del modello C era previsto un non meglio identificato  "No. 370 Kodak Lens Attachment" per utilizzare filtri o lenti addizionali. Tale accessorio dovrebbe essere utilizzabila anche sul modello D, almeno per i filtri in quanto la lente addizionale per riprese ravvicinate è già incorporata nella macchina.

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Va detto per inciso che Kodak, con tutti i meriti che ha avuto nel rendere la fotografia alla portata di tutti, aveva una tattica ben precisa: vendere a prezzo basso le fotocamere, concentrando gli utili sui consumables, ossia sui film. È il cosiddetto razor-blade business model, adottato oggi da chi vende le macchinette del caffè e le relative cialde, le stampanti e le relative cartucce, le console di videogiochi e il relativo software, ecc..
L'introduzione, nel 1932, del film in formato 620, prodotto solo da Kodak, era totalmente in linea con tale strategia.

Risorse web
Libri
  • Todd Gustavson, 500 Cameras, George Eastman House, pag. 111, 112, 122, 123, 125

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