sabato 30 novembre 2013

Una review informale di Adobe Lightroom

Per esteso si chiama Adobe Photoshop Lightroom (LR), ma il nome non deve ingannare: non è una versione ridotta di Photoshop. Si tratta piuttosto di un prodotto complementare ad esso.
Mentre Photoshop è un potente editor raster, che però non mette a disposizione alcuna funzionalità per organizzare le proprie immagini (a parte Adobe Bridge, un photo browser incluso gratuitamente), LR racchiude un versatile photo organizer, un editor parametrico e altri tool, e può invocare, all'occorrenza, applicazioni esterne.

LR, usato in combinazione con un buon editor raster (non necessariamente Photoshop), consente di far fronte alla maggior parte delle necessità di un workflow fotografico digitale. Lightroom è disponibile per le piattaforme Windows e Mac.

La library

La Library è il modulo principale di LR e fornisce le principali funzionalità di un Digital Asset Manager (DAM) di tipo desktop (o, in altre parole, di un photo organizer).


Mediante la Library è possibile organizzare le immagini (per Folders, Keywords e Collections), ricercarle, visualizzarle ed editarne i metadati. Si possono importare nuove immagini nel catalogo di LR (ossia nel suo database) ed esportare quelle già presenti.

Infine, dalla Library è possibile inviare un'immagine sia agli altri moduli di LR (ad esempio per editarla o stamparla), sia a delle applicazioni esterne. Per tale motivo, la Library di LR si colloca al centro dell'intero workflow fotografico digitale.

Nel seguito ne descriverò alcune interessanti funzionalità.

Folders

Il panel Folders consente di accedere alle immagini così come sono organizzate all'interno della struttura del file system. Tuttavia, a differenza di ciò che accade in un photo browser (che consente di accedere a tutte le immagini presenti nel file system), in LR saranno visibili solo le immagini che sono state preventivamente importate nel catalogo.

Keyword List

La keyword list consente di associare le immagini a delle keyword definite dall'utente e organizzabili in una struttura gerarchica (keyword tree).
Le keyword consentono pertanto innumerevoli altre possibilità di catalogazione, oltre quella implicitamente fornita dai vari folder del file system.

In LR è inoltre possibile associare alle varie keyword dei sinonimi. Questo può essere utile, ad esempio, per gestire termini in diverse lingue.

Le keyword sono memorizzate nel catalogo di LR. Inoltre, quando l'immagine viene esportata, le ritroveremo nel metadato subject del namespace dc (Dublin Core) di XMP, asssieme agli eventuali sinonimi.

Opzionalmente, è possibili includere in tale metadato anche le containing keywords, ossia le keyword in posizione gerarchicamente superiore all'interno del keyword tree. Sarebbe stato utile se LR avesse consentito di impostare attraverso la keyword list anche altri metadati, diversi dal dc:subject.

Collections

Le collections sono un ulteriore strumento di classificazione a disposizione dell'utente, distinto dalle keywords e più orientato ad un'organizzazione delle immagini in relazione al workflow.

Mentre le keywords sono più idonee a descrivere caratteristiche oggettive delle immagini, che verranno poi esportate nei metadati, le collections si prestano meglio a descrivere caratteristiche dinamiche, come il nome di un progetto in corso, una particolare fase del flusso di lavoro, ecc..

Uno strumento molto potente che LR mette a disposizione sono le Virtual Collections, ossia collections il cui contenuto è automaticamente determinato sulla base di un insieme di criteri di ricerca.

Metadati

Un apposito panel della library permette di visualizzare e, all'occorrenza, editare i metadati di un'immagine.
I metadati sono logicamente raggruppati in un certo numero di set (Default, Video, EXIF, IPTC, IPTC and EXIF, Location, Minimal, Large Caption, ecc.).

Sarebbe stato utile avere anche dei metadata set corrispondenti ai namespace di XMP, o poter conoscere, con un tooltip, a quale proprietà di XMP un certo metadato è associato.

Light-table e Viewer

Attraverso la light-table è possibile mostrare i risultati di una ricerca sotto forma di un insieme di thumbnail.
Accanto a ciascuna thumbnail possono essere mostrate varie informazioni, scelte a livello di preferenze tra un ampio (ma purtroppo incompleto) set di metadati.

È possibile inoltre raggruppare più immagini (stacking), in modo da mostrare snella light-table solo quella più significativa, come, ad esempio, quella ottenuta a seguito di modifiche fatte con un editor raster, o quella ottenuta combinando più immagini (HDR, panorama), o lo scatto più significativo di una serie, ecc..

Infine, è possibile visualizzare una preview di ciascuna immagine (Loupe View). Tale preview può essere zoomata in modalità 1:1 cliccando con il mouse nel punto dell'immagine di cui si vuole esaminare un dettaglio. Non è un'operazione istantanea, ma le prestazioni si possono migliorare impostando le preferenze in modo da generare preventivamente le preview 1:1 e conservarle in cache.

Import

L'Import di LR fornisce le più comuni funzioni per importare delle immagini all'interno del catalogo.
Tali funzioni comprendono la selezione del source/destination folder, il rename dei file sulla base di regole definibili dall'utente (e salvabili all'interno di preset), la copia dei file, l'eventuale conversione in formato DNG al momento dell'importazione, ecc..

È inoltre possibile (e consigliabile) attivare il mirroring, ossia la creazione automatica di una copia di backup dei file importati. Per essere efficace, è bene però che tale copia venga fatta su un disco diverso da quello in cui risiedono i file importati.

L'Import può essere configurato in modo da attivarsi immediatamente nel momento in cui viene fatto il mount di una SD card con nuove immagini. Può essere comunque attivato manualmente (mediante il pulsante Import della Library).

Eventuali immagini già copiate nel file system (ad esempio quelle prodotte da uno scanner) possono essere importate in LR effettuando un'operazione di Synchronize sul folder che le contiene.

Export

Qualsiasi immagine presente nel catalogo di LR può essere esportata verso il file system, nel formato originale o previa conversione in uno dei formati JPEG, TIFF, DNG, PSD.

Eventuali modifiche impostate a livello di editor parametrico saranno applicate all'immagine da esportare. È inoltre possibile effettuare un resize, sovrapporre un watermark, applicare uno sharpening e nascondere alcuni o tutti i metadati.

Publish Services

I Publish Services sono un potente strumento che consente di automatizzare le operazioni di export, sulla base di criteri di ricerca dinamici (Smart Folders) del tutto simili a quelli delle Virtual Collections.

Il publishing è possibile sia verso un hard disk (file system), che verso servizi esterni, come Facebook o Flickr. Esistono inoltre dei plug-in per estendere le funzionalità di publishing verso altri servizi (es. 500px).

Un vantaggio del publishing rispetto all'export è che è possibile mantenere sincronizzate le immagini publicate con quelle del catalogo di LR (nella pratica, un'eventuale modifica fatta su un'immagine già pubblicata fa si che questa venga automaticamente riclassificata tra quelle da ripubblicare).

L'editor

Attraverso il modulo Develop è possibile accedere alle funzionalità di editing di LR.
Come già anticipato, l'editor di LR è un editor parametrico, ossia un editor che non altera direttamente i pixel dell'immagine originaria, bensì registra le modifiche effettuate in appositi metadati (develop settings), che sono poi utilizzati ogni volta che c'è da fare il rendering dell'immagine.

Il principale vantaggio di un editor parametrico è che si possono creare diverse versioni di un'immagine (virtual copies), ciascuna editata in diverso modo, senza per questo consumare grosse quantità di spazio disco, ne' dover gestire più file relativi ad una stessa immagine.

Il rovescio della medaglia è che i develop settings non sono riconosciuti da altre applicazioni. Pertanto, se si edita un'immagine in LR, la si dovrà esportare in un formato "leggibile" prima di passarla ad un'applicazione esterna.

L'editor di LR mette a disposizione numerose funzionalità in grado di intervenire sull'immagine sia a livello globale, che locale. È possibile intervenire solo sulle aree dove prevalgono le alte luci (o le ombre) operando un'azione di tone-mapping atta a riequilibrare la gamma tonale dell'immagine (che, se non dosata, può dare risultati simili al tone-mapping del'HDR).

Analogamente, è possibile intervenire localmente solo sulle aree dove prevale un dato colore (ad esempio, riducendo la luminanza delle aree dove prevale il blu, si può ottenere un effetto che ricorda quello del filtro polarizzatore sul cielo).
È inoltre possibile effettuare delle semplici operazioni di ritocco, intervenire sul contrasto locale (Clarity) e modificare in modo bilanciato la saturazione dei colori (Vibrance).

Le trasformazioni geometriche prevedono la rotazione (tipicamente usata per raddrizzare l'orizzonte), il crop e la correzione delle distorsioni provocate dai vari tipi di obiettivi (che sono riconosciuti dai dati EXIF).

Nella versione 4 di LR manca qualsiasi strumento di correzione prospettica. Probabilmente la più importante miglioria introdotta nella versione 5 è proprio la possibilità di correggere automaticamente la prospettiva.

Usare un editor esterno

Anche se l'editor di LR è in grado di soddisfare le più comuni esigenze di un normale workflow, in determinati casi non si vorrà ricorrere ad un editor raster esterno.

Trattandosi di prodotti Adobe e basandosi entrambi sullo stesso RAW converter (Adobe Camera RAW), LR e Photoshop si sposano molto bene.
Non per nulla, una voce del menù di LR prevede specificatamente l'editing dell'immagine in Photoshop.
Come molti altri DAM desktop, LR può essere facilmente configurato per aprire un'immagine con un'applicazione esterna. A quel punto, il nome dell'applicazione esterna apparirà nel menù principale.


Il fatto che Adobe abbia chiamato ciò "external editing" non deve ingannare, dato che qualsiasi applicazione esterna può essere invocata in questo modo.
È sufficiente selezionare una (o più di una) immagine nella light table di LR, poi selezionare nel menù principale

Photo / Edit In / Name of Your External Application

e l'immagine (o le immagini) verrà magicamente aperta nell'applicazione esterna.

Ci sono, tuttavia, alcune limitazioni.
In primo luogo, prima di aprire l'immagine in un'applicazione esterna, LR presenta alcune scelte: (1) aprire il file originale; (2) aprire una copia del file originale; (3) aprire una copia del file originale editato in LR.


Tali opzioni potrebbero avere senso se si dovesse editare l'immagine al di fuori di LR.
Ma se si volesse, ad esempio, esaminare i metadati usando ExifToolGUI, o visualizzare l'immagine con Fast Picture Viewer, solo la scelta "Edit Original" sarebbe rilevante.

Un altro problema sorge quando si prova ad aprire un'immagine RAW in un'applicazione esterna. In questo caso, LR non consente di aprire il file originale, ma solo una sua copia ottenuta dopo aver applicato le modifiche impostate nell'editor.


Ossia, LR non permette di aprire un'immagine RAW in un'applicazione esterna (a meno che questa applicazione non sia Photoshop).
Questo può essere abbastanza fastidioso se si volesse utilizzare, ad esempio, DxO o Nikon Capture NX2 come editor parametrici!

Verrebbe ora da chiedersi perchè mai usare LR se si possiede DxO, che è un editor per certi versi più versatile e potente. La risposta è semplice, DxO non include un DAM. È pertanto naturale che la sia la Library di LR al centro del workflow e che da essa si possano aprire, all'occorrenza, le immagini in applicazioni esterne come DxO.

Esistono per fortuna diverse soluzioni per aprire da LR un'immagine RAW in un'applicazione esterna: le ho descritte nel post "Opening external applications in Lightroom", che invito a leggere.

Altre funzionalità

Gli altri moduli

Oltre al DAM (Library) e all'editor (Develop), LR comprende altri moduli la cui funzione può essere facilmente dedotta dal relativo nome: Map, Slideshow, Print, Book, Web.  

Le funzionalità di geo-tagging e geo-localizzazione del modulo Map sono basate sulle mappe di Google. Non ho praticamente mai usato tale modulo, preferendo utilizzare le keyword per classificare geograficamente le immagini.

Il modulo Book consente di creare un libro fotografico in formato PDF, oppure in un formato compatibile con il servizio online Blurb. Non ho ancora avuto l'occasione di provarlo, avendo finora utilizzato l'editor web di Blurb.

I plug-in

Un aspetto particolarmente interessante di LR è quello dei plug-in, che consentono di estenderne le funzionalità, attraverso nuove funzioni di export / publishs e variati preset di editing.
Per avere un'idea di ciò che si può fare con i plug-in è consigliabile dare un'occhiata a Lightroom Exchange.

Quelli più interessanti, a mio avviso, sono quelli che operano sul catalogo di LR (si trovano nella categoria 'Other').
Alcuni plug-in sono gratuiti, altri si pagano, altri ancora sembrano gratuiti ma per utilizzarli appieno vanno acquistati.

Chi sa programmare può addirittura scrivere (e magari provare a vendere) i propri plug-in. Basta conoscere il linguaggio LUA e imparare a usare la API di Lightroom (che comunque è ben documentata).

Il video

Infine, va ricordato che la Library di LR è in grado di gestire (e visualizzare) anche i contenuti video HD. Probabilmente non è la soluzione migliore per il proprio workflow di produzione video, ma può essere certamente utile per organizzare qualche video prodotto saltuariamente con la fotocamera.

    Conclusioni

    Pros

    • è stabile (non ho mai sperimentato un crash);
    • è completo (offre tutto ciò che serve per gestire un workflow fotografico digitale, meglio però se gli si affianca un editor raster);
    • l'editor parametrico è abbastanza facile da usare;
    • include un DAM (che invece manca in altre applicazioni concorrenti come DxO, View NX2, Capture NX, ecc.);
    • ha un ottimo rapporto qualità / prezzo;
    • esiste in rete ampia disponibilità di plug-in, articoli, libri, how-to, ...;
    • è possibile sviluppare i propri plug (la documentazione è completa e ben scritta).

    Cons

    • non eccelle per velocità (consigliabile installarlo su un PC abbastanza potente (i5 o i7) e con almeno 8GB di RAM);
    • la configurabilità delle informazioni mostrate nelle thumbnail è piuttosto limitata.

    Cosa offre in più la versione 5

    La versione 5 aggiunge alcune funzionalità alle già tante presenti nella versione 4. Di queste, le più rilevanti sono:
    1. la possibilità di correggere automaticamente la prospettiva (upright tool)
    2. un utilissimo comando per visualizzare le immagini a tutto schermo (F key)
    3. la modifica locale dei parametri dell'immagine attraverso delle maschere (radial filter)
    4. la possibilità di rimuovere oggetti di forma irregolare (enhanced spot removal tool)
    Ho provato la versione 5, ma non ho trovato sufficienti motivi per precipitarmi ad acquistare l'upgrade. Quindi, per adesso mi tengo la 4 e aspetto la 6.

    Quanto costa

    Oggi la versione 5 costa circa 130 euro.
    C'è da augurarsi che Adobe non decida di includere le future versioni di LR nel tanto discusso Creative Cloud.

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