domenica 17 novembre 2013

Usare gli obiettivi Nikon AI/AIS sulle reflex digitali

A differenza di altre marche, la Nikon ha lasciato praticamente immutato l'attacco dei propri obiettivi, al punto che oggi è possibile utilizzare sulle reflex digitali la maggior parte degli obiettivi a messa a fuoco manuale progettati per le reflex analogiche. Ma c'è qualche piccola regola che bisogna conoscere.

Mi limiterò a parlare degli obiettivi AI e AIS, introdotti rispettivamente a partire dal 1977 e dal 1981. Si tratta di obiettivi a messa a fuoco manuale, di qualità ottica eccelsa e di una robustezza mitica. Quando erano in produzione costavano decisamente cari, ma oggi si trovano facilmente sul mercato dell'usato ad un prezzo relativamente contenuto.

Si distinguono dagli altri obiettivi Nikon, per l'anello in cromo (o in alluminio nei modelli AIS più recenti) che separa la ghiera dei diaframmi dalla ghiera di messa a fuoco.
Un'altra peculiarità è la presenza di due file di numeri indicanti le aperture.
Quella più piccola veniva letta da un piccolo periscopio presente nel pentaprisma, in modo che l'apertura impostata fosse visibile nel mirino.


L'attacco degli obiettivi AI/AIS è il classico Nikon-F, introdotto nel 1959 e tuttora in uso sulle reflex digitali. Ma, se si guarda l'obiettivo dal lato posteriore, si notano altre componenti necessarie all'accoppiamento obiettivo-corpo.


A-B : questa ghiera, accoppiandosi con una leva presente sul corpo macchina, comunica al corpo (o al sistema esposimetrico alloggiato nel pentaprisma nel caso delle Nikon F e F2) l'apertura impostata;
C : questa levetta, comandata dal corpo macchina al momento dello scatto, provoca la chiusura del diaframma sull'apertura effettivamente impostata; nelle Nikon FG e FA è utilizzata per impostare in automatico la corretta apertura del diaframma (in modalità priorità dei tempi o programmata);
D : questa sporgenza, detta Focal Length Indexing Ridge, informa il corpo macchina che l'obiettivo montato ha una focale >135mm;
E : quest'altra piccola sporgenza, detta Lens Speed Indexing Post, comunica al corpo macchina la massima apertura dell'obiettivo;
F : questo incavo, detta Lens Type Signal e assente negli obiettivi AI,  informa il corpo macchina che l'obiettivo montato è di tipo AIS;
G : in questo foro si aggancia il pistoncino di bloccaggio dell'obiettivo presente sul bocchettone del corpo macchina;
H : le mitiche orecchiette erano utilizzate dai vecchi obiettivi F (detti anche NON-AI o PRE-AI) per trasmettere ai vecchi corpi macchina l'informazione sull'apertura impostata; sugli obiettivi AI e AI-S questa funzione è svolta dalla ghiera A-B, ma le orecchiette sono ancora presenti per motivi di retrocompatibilità;
I : questa sportgenza, detta EE Servo Coupling Post, si agganciava all'accessorio denominato "DS-12 EE Aperture Control Attachment" che consentiva esposizioni automatiche a priorità dei tempi con la F2.

La differenza fondamentale tra gli obiettivi AI e gli AIS consiste nel fatto che in questi ultimi il comando che provoca la chiusura del diaframma (levetta C in figura) ha un comportamento lineare (ossia la relazione tra lo spostamento della leva C e l'apertura del diaframma è lineare).
Questo consentiva un'esposizione più precisa con le Nikon FA e FG, nelle modalità programmata e a priorità dei tempi.
A parte ciò, non c'è motivo di preferire un obiettivo AIS ad uno AI.

Le reflex digitali utilizzano solo alcune delle sopra descritte componenti:
  • la levetta C, per chiudere automaticamente il diaframma al momento dello scatto;
  • il foro G, per il bloccaggio dell'obiettivo.
Le reflex digitali di fascia più alta (D200, D300, D7000, tutte le full-frame) sono provviste di una levetta di accoppiamento con la ghiera A-B. In questo modo il sistema esposimetro può conoscere l'apertura impostata.

Compatibilità degli obiettivi AI/AIS con le reflex digitali

Salvo rare eccezioni (*), tutti gli obiettivi AI/AIS possono essere montati e utilizzati sulle reflex digitali.


Occorre però tenere presente che:
  • La messa a fuoco è possibile solo in manuale, cosa abbastanza ovvia essendo gli obiettivi AI/AIS a messa a fuoco esclusivamente manuale.
  • La messa a fuoco può risultare poco agevole per l'assenza dei microprismi e del telemetro a immagine spezzata, strumenti familiari agli utilizzatori delle vecchie Nikon analogiche. È vero che sulle digitali c'è il telemetro elettronico (un led che si accende quando l'immagine è a fuoco), ma il suo utilizzo è meno agevole. 
  • Sulle reflex digitali di formato DX la focale equivalente dell'obiettivo (ossia rapportata al formato full-frame 24x36mm) risulterà incrementata di un fattore 1,5. Ad esempio, un 135mm risulterà equivalente a un 200, un 200mm a un 300, e così via.
  • Sulle reflex di fascia più economica (D40, D3100/3200, D5100/5200/5300) non è possibile alcuna lettura esposimetrica. Si dovrà pertanto ricorrere ad un esposimetro esterno o ad alcuni scatti di prova con successiva verifica dell'istogramma.
(*) ATTENZIONE : i fish-eye 7,7mm f5,6 e 8mm f8, avendo la parte posteriore che protrude verso l'interno del corpo, non possono essere montati sulle reflex digitali, in quanto ciò provocherebbe la rottura dello specchio!

Utilizzo sul formato DX

Le vecchie ottiche AI/AIS danno il loro meglio con le reflex full-frame, in quanto utilizzano l'intera area dell'immagine, nelle stesse condizioni per cui sono stati progettati. Su tale formato un vecchio corredo di obiettivi AI/AIS riesce a coprire una gamma di focali compresa tra i grandangolari più estremi e i supertele.

Trattandosi di ottiche di elevata qualità, si possono usare tranquillamente sul formato DX. Tuttavia, a causa del crop factor, risulta piuttosto difficile coprire le focali grandangolari. Non si potrà pertanto fare a meno di un obiettivo DX che copra le focali più corte.

L'utilizzo migliore delle ottiche AI/AIS sul formato DX è nelle focali dal 50mm in su.
Un 50mm diviene un luminosissimo 75, ottimo per i ritratti. Un 85mm equivale quasi a un 135, un 135mm diviene un ottimo 200.


Rispetto agli odierni zoom in formato DX, le vecchie focali fisse AI/AIS risultano molto più luminose.

Permettono inoltre, grazie alla ridotta profondità di campo ai diaframmi più aperti, di sfocare il background in modo decisamente più netto e con risultati visivamente più piacevoli.

       Nikon D40 + 135mm f2.8 AIS, 200ISO, 1/4000s, f2.8                                 


Un caso più estremo consiste nell'utilizzo delle ottiche AI/AIS assieme ad un duplicatore di focale. Uno zoom 80-200, alla massima focale, con il duplicatore, ha una focale equivalente (considerando il crop factor) di 600mm.

Una piccola reflex DX con questa bestia montata non è maneggevole da usare. Sarebbe meglio utilizzare il treppiede, ma il peso dell'ottica, molto sbilanciato in avanti, sarebbe caricato totalmente sul bocchettone del corpo.


Comunque, se si prevede di usare solo saltuariamente i supertele, l'accoppiata 200mm + duplicatore può essere degna di considerazione.

Non ho fatto dei test accurati, ma la qualità risultante è ancora accettabile per ingrandimenti non eccessivi. Ciò che si nota maggiormente è un deciso calo del contrasto, che dovrà essere compensato in postproduzione.

       Nikon D5100 + 80-200mm f4 AIS +  TC200 teleconverter, 400ISO, 1/320s, f4  (test senza treppiede)                                

Dal particolare ingrandito 1:1 risulta evidente la criticità di tale accoppiata (anche se non è chiaro quanto pesi la perdita di qualità dovuta al micro-mosso causato dal non utilizzo del treppiede).

Va considerato comunque che l'immagine completa sarebbe larga più di un metro (su un display da 100 ppi), ovvero circa 40 cm se stampata a 300 ppi.

Riferimenti

3 commenti:

  1. Grazie Veramente utile e finalmente un po' di chiarezza!
    Francesco

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  2. Ottimo articolo. Molto chiaro

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  3. Grazie. Ho tre ottiche ai e una f, purtroppo devo fare tutto in manuale con la mia 5300, ma penso ne valga la pena.

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